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Osservare l’ovvio

Ossevare l'ovvio - piccolaMi piacerebbe che tu avessi un modo per guardare le cose così da coglierne tutti gli aspetti importanti.

Se tu potessi farlo non solo ne trarresti benefici personali, ma potresti occuparti con più efficacia delle cose che ti interessano.

Ma come? Beh, sembra che esistano tantissimi sistemi e metodi per farlo, ma in verità io non ne ho trovati poi così tanti e, soprattutto, non ne ho trovati che diano tale “ampia” capacità. Per esempio, ho praticato ed insegnato il kung-fu stile Shaolin che, secondo la “letteratura”, dovrebbe dare una grande capacità di percezione. Con esso ho sicuramente sviluppato “UN TIPO” d’attenzione, ma non quella di “guardare le cose così da coglierne tutti gli aspetti importanti”.

In altre parole, la mia capacità di osservare e quindi capire come stavano le cose, era migliorata per quanto riguarda il “calcolare e/o prevedere la velocità e la traiettoria dei movimenti, il calcolare la forza d’impatto, il riconoscere se la persona stava per ‘fare o dire qualcosa’, ecc.”.

Ma QUELLE SPECIFICHE abilità acquisite non mi erano granché utili nelle difficoltà lavorative, o nel realizzare qualcosa o nel trattare con le persone o nello sbrogliare un problema. Cosa mancava? Non capivo, io stavo cercando un certo tipo di attenzione e capacità che mi permettesse di capire meglio le situazioni così da poterle risolvere, e che potessi usare ampiamente in ogni aspetto della vita. Ma seppure le arti marziali mettono molta enfasi sulla percezione e sul controllo, non era la strada giusta, almeno per me (a riguardo avevo parlato ed osservato anche molti altri praticanti esperti e maestri ma, chi più e chi meno, non riuscivano né a vedere né a risolvere problemi con persone o cose della vita).

La scoperta dell’ingrediente mancante è stata piuttosto “forte” per me, perché? Perché è “troppo” semplice. Mi sono imbattuto in una parola piuttosto strana, parola che non troverai nei comuni dizionari… perché è una parola inventata da un filosofo e ricercatore americano per dire una specifica cosa, la parola è la seguente:

99 Mini-lezioni Email MarketingOBNOSI:
l’osservazione dell’ovvio; l’abilità di osservare l’ovvio
… questa è una parola inventata che significa osservare l’ovvio.
L. Ron Hubbard   

 Il mio ingrediente mancante all’osservazione era la capacità di osservare l’ovvio. Cosa cercavo invece? Cercavo “cose che sicuramente non si possono vedere facilmente” perché ero convinto che “se ci sono delle difficoltà ci devono essere delle cose che non sono in vista, che non sono visibili”. Ora, immagina uno che ascolta la radio, poi ad un certo punto la radio smette di funzionare, allora questo dà un’occhiata ma in realtà inizia immediatamente a PENSARE che: o è andata via la corrente o è andata “via” la radio (nel senso che si è guastata). La scuote, la spegne, la riaccende, lo rifà, e dopo un po’ conclude col pensare che la deve portare a riparare. Ma, ha davvero osservato?

Quanti veri motivi potrebbe NON vedere agendo così?
Magari era semplicemente la presa elettrica  che era infilata male e, con un piccolo movimento del cavo elettrico, s’era spostata quel tantino in più.

Capisci? Si deve osservare PER vedere, e non come meccanismo “automatico e cieco”.

Ti è mai successo di “cercare motivi” o di “reagire” (per esempio arrabbiandoti) invece di “osservare attentamente la cosa con cui stavi avendo difficoltà?”

Perché non ci divertiamo un attimo ad immaginare in che modo potremmo usare questa “innocente” parolina – OBNOSI? Oh! Si è vero, conviene prima ragionarci sopra brevemente.

Saper osservare è molto importante. Tu sai già che, normalmente, non si può vivere senza la capacità di osservare, o perlomeno si incontrerebbero un’infinità di difficoltà, prova a pensare alle cose che fai durante la tua giornata e cosa succederebbe se tu non osservassi mentre le fai, terribile vero?  E per fare calcoli e risolvere situazioni? Beh, solo “vedendo” certe cose e mettendole in relazione ad altre cose potremo “vedere come stanno le cose” e quindi occuparcene.  Per cui passiamo direttamente all’altra parolina “innocua e sempliciotta”: l’ovvio.

Sono sicuro che sai cosa vuol dire, ma vediamo se nel suo significato possiamo trovare qualcosa che ci “illumini” maggiormente.
Il Treccani dice: ‘Che si presenta spontaneamente e facilmente al pensiero o all’immaginazione, come cosa naturale, ordinaria, evidente – “è ovvio” significa che è cosa logica, naturale, indiscutibile – Etimo: “che sta innanzi, che s’incontra per via, nelle vicinanze, che giace vicino; quindi che si trova facilmente, facile, comune.’

Ora, se tu stai osservando un’amica mentre prepara la colazione per il figlio, quante cose osservi? E quante di queste cose sono ovvie? È vero, sono tante. MA SONO TUTTE LÌ E SONO TUTTE OSSERVABILI. Sia le cose buone che fa e come le fa; sia le cose cattive che fa e come le fa. Sta nascondendo qualcosa che non possiamo osservare? Può darsi, ma in tal caso VEDREMMO COMUNQUE L’OVVIO, e cioè che sta facendo qualcosa che “non quadra”, in altre parole vedremmo comunque l’ovvio strano atteggiamento o l’ovvia strana discrepanza di dati, o di parole, o di azioni, o di emozioni, ecc.

Vedi? Tu lo vedresti facilmente se volessi osservare per davvero. Magari non capiresti subito di che cosa si tratta, quale sia l’esatto problema, MA osserveresti che c’è un’ovvia cosa che non và. E quindi?
Beh, osserva ancora più attentamente per cogliere altre cose che sono OVVIE. Normalmente non hai bisogno di partire in quarta con “l’immaginare il perché ed il percome”, per esperienza ti posso dire che fare questo ti porterà verso giudizi e conclusioni errate. Nella quasi totalità dei casi finirai in un errore.

Potremmo dire che l’osservazione dell’ovvio ci porta ad osservare delle cose evidenti che ci serviranno per osservare altre cose che, a questo punto, saranno ovvie, così da arrivare a che cosa? Alle ovvie cose che stanno rallentando/danneggiando o che stanno accelerando/migliorando noi e gli altri per quanto riguarda una qualsiasi cosa di cui ci si sta occupando. Riesci a vederlo? Puoi usare questo anche per trovare le cose giuste e rafforzarle per ottenere più qualità o più quantità da quel che stai facendo.

Ti suggerisco di mettere questa cosa “alla prova”. Puoi cominciare con qualsiasi cosa. Chiaramente più è ampia la scena verso cui ti rivolgi e più saranno le cose da osservare, perciò trovo MOLTO utile e funzionale osservare l’ovvio di una piccola circostanza, o di una piccola specifica parte di una scena più grande o attività. E poi, diventando sempre più bravi, ampliare la scena o le cose da esaminare.

Questo  vale nella vita tanto quanto vale nello studio. Perché lo studiare, per definizione, include l’osservazione delle cose vicine e “da vicino”, in definitiva è una forma di studio, vero?  Per cui sfruttiamola.

Mi farai veramente contento se ti andrà di condividere con me qualche risultato o commento su questo dato.

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