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Il business è come un gioco

Il business è come un giocoQuando eravamo bambini, ci piaceva giocare: ci piaceva proprio. Era una vera goduria, un gran bel modo per passare il tempo dopo l’asilo o la scuola. Giocavamo, ci divertivamo e facevamo ritorno a casa solo quando cominciavamo a sentire la stanchezza.

Se prima era così, cos’è cambiato dopo? La domanda sorge spontanea.

Perché gli “adulti” non giocano più? Perché, con il passar degli anni, la serietà finisce con l’assumere un ruolo preponderante nelle nostre vite e non lascia più spazio alle risate e ad altre attività rilassanti? Perché un manager deve avere un’apparenza seria e dignitosa? È questo forse uno dei requisiti per essere un “grande manager”?

Normalmente, alla domanda “perché ora che sei adulto non giochi più?” otteniamo una risposta ovvia e scontata: “Non ho tempo per queste cose, sono molto occupato …”.

Occupato a fare cosa? A lavorare naturalmente. Passiamo circa il 70% del nostro tempo proprio a lavorare. Ma… ci divertiamo così tanto piacere nel nostro lavoro quanto ci divertivamo nei nostri giochi d’infanzia? Gli imprenditori si divertono a gestire le loro aziende come se fosse un gioco, oppure soffrono e lottano continuamente?

99 Mini-lezioni Email MarketingCosa succederebbe se ci fosse un modo per combinare il nostro entusiasmo per i giochi (proprio come quando eravamo bambini) con il nostro lavoro in quanto manager o dipendenti? Nota: se il pensiero del tuo posto di lavoro trasformato in un luogo eccitante e stimolante (proprio come in un gioco) ti suona un po’ come una formula magica, nota solo a pochissimi eletti, allora dovresti continuare a leggere questo articolo.

Non c’è nessun motivo per cui il posto di lavoro debba essere un luogo frustrante e avvilente, che ci rende infelici e in cui bisogna stare solo per necessità, tanto per guadagnarsi da vivere. Se hai questo tipo di atteggiamento, sarai sconfitto in partenza. Per capire in che modo ricavare piacere ed essere creativi e produttivi sul proprio posto di lavoro, è meglio comprendere prima di tutto la definizione di gioco.

Un gioco è una combinazione di scopi, barriere e libertà d’azione. Quando giochiamo dobbiamo raggiungere lo scopo attraverso la nostra libera azione, nonostante tutte le barriere che incontriamo lungo il percorso. Raggiungimento dello scopo = vittoria.

Pensa a un gioco a cui ti piaceva giocare da bambino e nota come in esso siano presenti tutti e tre i parametri di cui sopra. Sono presenti in qualsiasi gioco! Ad esempio, un avversario rappresenta sempre una barriera e, senza un avversario, il gioco sarà noioso.

Ora, trasformiamo il posto di lavoro in un gioco: ogni lavoro è un campo da gioco e noi siamo tutti giocatori.

In quanto manager, tu hai degli scopi e degli obiettivi aziendali molto chiari; questo è il tuo gioco principale. Tu sai qual è il tuo scopo e sai dove vuoi arrivare; sai chi sono i tuoi avversari e quali sono le tue barriere, e sai come muoverti attraverso esse. Qualche volta devi spostare i giocatori da un punto all’altro; qualche volta devi superare le barriere per essere sicuro che il gioco non si fermi e che ogni piccola vittoria lungo il percorso ti conduca verso lo scopo finale. Durante il gioco hai la libertà di eseguire tutte le azioni che riterrai necessarie, nei limiti delle leggi e dei regolamenti esistenti.

Prendiamo per esempio il proprietario di un grande studio legale. Il suo scopo è di vincere le cause. Ogni causa costituisce un gioco a sé. Il manager è responsabile dell’assegnamento del giocatore giusto al giusto posto di combattimento; fornirà assistenza nel superare i problemi e le barriere che si presentano lungo il cammino; stabilirà le tattiche per vincere la partita e combatterà contro l’avversario, per poi attendere il verdetto del giudice. Il gioco del titolare di uno studio legale è una combinazione di innumerevoli piccole battaglie che iniziano e poi si concludono con una vittoria, una sconfitta o un pareggio.

Un altro esempio è quello del proprietario di un negozio di abbigliamento che, invece di perdersi in telefonate stizzite con il direttore della sua banca, decide di giocare, con il proprietario del negozio a fianco, a chi realizza più incassi giornalieri: chi perde pagherà il gelato a tutti i dipendenti dell’altra ditta. Sebbene l’idea sia semplice, non crederesti a come questo possa mettere tutto lo staff su spirito di gioco, aumentando il giro d’affari: così entrambi i negozi vinceranno.

Potrei fare molti altri esempi, ma l’idea di è molto semplice: l’imprenditore deve essere realmente interessato a rendere il proprio business di successo. Gestendo la propria impresa come se fosse un gioco, con buon spirito di gioco, con collaboratori e aiuto reciproco, lottando contro un avversario comune, raccogliendo vittorie lungo il percorso ed ignorando le sconfitte, in men che non si dica il posto di lavoro si trasformerà in un posto produttivo e benefico e, cosa più importante, un posto in cui sarà bello trovarsi.

La competizione tra persone che lavorano non è una cosa inaccettabile, almeno finché si mantiene la propria correttezza e la propria integrità e viene portata avanti pensando al successo dell’impresa e alla sua prosperità.

Come fare?

Esponi ai tuoi dipendenti quella che è la definizione di gioco, poi chiedigli di descrivere quale sia il suo gioco al lavoro. Se riuscirà a spiegare qual è lo scopo del suo lavoro, quali sono le barriere che dovrà affrontare, a quali regole dovrà attenersi e in che modo eseguirà il tutto, egli riuscirà quasi sicuramente a considerare il suo lavoro come se fosse un gioco. Se così non fosse, aiutalo perché inizi a vederlo in questa prospettiva.

La cosa più importante, che è alla base delle idee esposte in questo articolo, è di assumere dipendenti a cui piaccia il settore in cui lavorano, che siano onesti e affidabili, che siano proiettati alla produttività e al conseguimento degli obiettivi, e a nient’altro che questo. La scelta dei giocatori è di importanza cruciale per la creazione del gioco ed è la condizione primaria affinché questo abbia inizio.

Ci sono molti posti di lavoro in cui vengono assunti validi dipendenti che possiedono le caratteristiche summenzionate. Trasformare il posto di lavoro in un “parco giochi” farà fare loro progressi, li renderà attivi e creerà un meraviglioso entusiasmo sul posto di lavoro.

Quindi, da domani, quando qualcuno ti chiederà: “Che lavoro stai facendo?” rispondi: “Sto giocando!”. E fa che sia veramente così.

Cosimo Malagrinò

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