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Come dirigersi verso il sicuro successo

Come dirigersi verso il sicuro successo 108x108Il soggetto della consulenza business negli ultimi anni è diventato abbastanza popolare e diffuso.

In passato, quando un imprenditore aveva problemi nella sua attività, si rivolgeva e chiedeva aiuto ad altri imprenditori di sua conoscenza, al suo commercialista, a un avvocato di fiducia o a conoscenti.

Al giorno d’oggi la predisposizione a ricorrere a un servizio di consulenza è migliorata notevolmente. La credenza comune che i servizi di consulenza siano un lusso accessibile solo alle grandi aziende o a pochi privilegiati, ormai non esiste più. Inoltre, come consulente business devo dirti che il 98% delle piccole e medie imprese che richiedono un servizio di consulenza lo fanno a causa di una crisi.

La maggior parte delle crisi è di tipo finanziario. Quando parliamo di crisi finanziaria, di solito si tratta dell’uno o l’altro dei seguenti casi: il primo è che l’imprenditore si è imbattuto in una crisi in precedenza, ma l’ha trascurata e ora si ritrova in un vicolo cieco; il secondo caso è che l’imprenditore ha appena fatto un terribile errore economico, come ad esempio l’aver fornito della merce a un cliente inaffidabile che poi non l’ha pagato. È chiaro che quando la gestione aziendale è svolta in modo corretto, errori come questi possono essere evitati.

99 Mini-lezioni Email MarketingQualsiasi imprenditore avvia la propria attività con il desiderio di riuscire. Non ho ancora incontrato nessun imprenditore che non avesse un tale obiettivo quando ha iniziato. Quando un imprenditore vuole avere successo, incanala tutta la sua energia in quella direzione. Il suo intento è chiaro: “Avrò successo e niente mi ostacolerà lungo il percorso”.

La vita fa quel che fa e, tanto per non annoiarsi, ci mette ostacoli lungo la strada. Ogni imprenditore ha la propria quantità di energia e ogni fallimento riduce quest’ammontare di energia. La telefonata dalla banca che chiede: “Quando rientri dallo scoperto di conto corrente?”, il tuo impiegato migliore che annuncia le proprie dimissioni – cose come questa e altre simili riducono la tua energia. Naturalmente, succedono anche cose positive: quando chiudi un buon affare, la tua energia sale e il vento ritorna sulle vele; quando chiudi la giornatacon un buon fatturato, la tua energia sale assieme ad esso ed è così che superiamo il prossimo livello nel gioco della vita, giorno dopo giorno.

Il problema inizia quando il livello di energia si esaurisce e lui inizia a pensare che forse non avrebbe dovuto giocare quel gioco sin dall’inizio. Che forse nel gioco della vita sarebbe stato più facile scegliere un livello di difficoltà più facile, come ad esempio il gioco chiamato “essere un dipendente”… ma adesso che è bloccato sul livello avanzato e deve sopportarne gli oneri e gli ostacoli, che cosa dovrebbe fare? Anche se cliccasse sul pulsante “Game Over”, saprebbe che il gioco non sarebbe effettivamente concluso, perché avrebbe ancora debiti e pendenze che dovrà continuare a pagare come “titolare”, anche se giocherà il nuovo gioco chiamato “dipendente”.

Nel momento in cui per l’imprenditore diventa chiaro che non può uscirsene dal gioco a tempo indefinito, cercherà, come in un qualsiasi gioco d’avventura, la “bacchetta magica” che gli fornirà gli strumenti per sconfiggere i draghi, come ad esempio qualche trucchetto di marketing per attrarre migliaia di clienti con un investimento minimo. A volte l’imprenditore avrà l’illusione che la bacchetta magica possa trasformare la triste figura del dirigente di banca in un’amorevole fata felice di concedergli un budget illimitato.

La società di consulenza, se è onesta e leale, prima di accettare un cliente dovrebbe analizzare alcuni fattori, così da capire se può ricevere consulenza. Non tutti possono essere aiutati e sebbene la cosa possa suonare leggermente crudele, sfortunatamente queste sono le regole del gioco. Esistono alcuni ostacoli che impediscono di dare un buon servizio di consulenza a qualcuno.

Il primo è l’ostacolo dell’aiuto. Se una persona non ammette di aver bisogno di aiuto e che esiste qualche soggetto su cui ha una carenza di conoscenza, non potrà mai essere aiutata.

Il secondo ostacolo alla consulenza è che il prodotto o servizio dell’azienda cliente dovrebbero essere impeccabili. Potrei andare oltre e descrivere questi primi due ostacoli molto più nei dettagli, ma non è lo scopo di questo articolo.

Il terzo e più grande ostacolo, non può essere affrontato da nessuna società di consulenza. Si ha quando l’imprenditore, e cioè la persona che gestisce l’attività, ha mollato e, senza ammetterlo pubblicamente, ha cessato di assumersi responsabilitàsu determinate aree della sua attività e della sua vita. Il problema si aggrava ulteriormente quando l’imprenditore stesso non è neanche consapevole di essersi arreso. Descrive se stesso come il boss, ma ha cessato di svolgere le funzioni del boss.

Responsabilità è una parola “grossa” e ricca di significato, e solo pochi ne capiscono appieno concetto. Responsabilità non è un compito oppure un dovere. Detto in parole semplici, la responsabilità è una scala graduale presente in tutte le aree della nostra vita e che determina il livello della nostra capacità di essere “causativi” su quelle aree. Quando non ci assumiamo responsabilità su una certa area, diventiamo immediatamente l’“effetto” della situazione. Quando qualcuno non si assume responsabilità, non significa necessariamente che egli non sia lì presente, significa solo che il livello di responsabilità che questa persona ha scelto di adottare è molto basso.

Il termine responsabilità è spesso concepito come un concetto negativo. Questo perché sin da bambini i nostri genitori ci hanno “forzato” a svolgere varie mansioni in casa, assicurandosi poi che fossimo “adempienti” (ad esempio portare fuori la spazzatura al mattino, portare il cane a passeggio nel pomeriggio o innaffiare le piante due volte a settimana), senza però chiederci se eravamo disposti a prenderci responsabilità per queste azioni.

La responsabilità non può essere imposta su una persona, è una scelta fatta consapevolmente e volontariamente. E solo allora si tratta di vera responsabilità.

Naturalmente, man mano che cresciamo, la nostra area di responsabilità si espande e il nostro dovere di assumerci responsabilità diventa più legato alla realtà. Spesso questa responsabilità ci viene forzata e nessuno ci dà la facoltà di scegliere. Non sorprenderti quindi che la parola responsabilità abbia una cattiva “reputazione”.

Per esempio: supponiamo che un single desideri trovare moglie ma se ne resti seduto tutto il giorno in casa a lamentandosi del fatto che “le brave ragazze sono difficili da trovare”. Questo dimostra solo che non si sta assumendo responsabilità per quell’area della sua vita e che ha scelto di essere “effetto” della situazione. Se invece decidesse che quest’anno ha intenzione di sposarsi e iniziasse a fare delle azioni che lo portassero a incontrare un potenziale coniuge, come ad esempio andare tre volte a settimana in un caffè, telefonare ad alcuni amici per chiedergli se conoscono qualche ragazza carina da presentargli, mettere un annuncio personale su tre diversi siti internet e iscriversi a un corso di ballo. Posso garantirti che avrebbe delle maggiori chance di incontrare qualcuno e di sposarsi entro l’anno. L’unica differenza tra i due esempi è il livello di responsabilità che questa persona ha scelto di assumersi riguardo alla situazione, e questo è tutto!

Puoi identificare molto facilmente una persona che non si sta assumendo responsabilità per una particolare area, semplicemente dando un’occhiata alle aree della sua vita di cui si lamenta: in un modo o nell’altro sta facendo sta facendo davvero poco. Ho visto spesso persone provare a trascorrere tutta la vita senza mai assumersi responsabilità per niente; molti di questi vivono una vita vuota a toni di grigio.

La consulenza business non avrà mai successo se l’imprenditore non si assume la piena responsabilità sulla propria attività, sul processo di consulenza ed anche sulla sua vita personale. Un imprenditore che acquista un servizio di consulenza e aspetta “la bacchetta magica” che salvi la situazione, sta solo contrastando il processo, ancor prima di iniziarlo.

Un buon consulente business è quello che fornisce all’imprenditore gli strumenti e la conoscenza che lo aiuteranno ad assumersi più responsabilità sulle aree su cui, fino ad oggi, è stato “effetto”. Solo se l’imprenditore diventa pienamente causativo sul processo, potrà aspettarsi un sicuro successo. Ed esiste una cosa chiamata sicuro successo.

Come imprenditore dovresti capire che sei e sarai sempre il manager, e che pertanto dovresti avere il controllo della situazione e farla progredire. Dico sempre questo a tutti i clienti che iniziano un servizio di consulenza: “Fai in modo che sia il consulente a tenere il passo con te, e non viceversa”. Se il consulente deve spingere il cliente affinché svolga le proprie funzioni o esegua i propri compiti, allora il potenziale del processo di consulenza sarà estremamente ridotto. Ti dirò di più: un imprenditore a cui viene dato oggi un assegnamento pratico e che la mattina dopo chiama il consulente chiedendogli “Qual è il mio prossimo passo?”, posso garantirti che avrà successo.

La formula per una consulenza business di successo è questa: il consulente fornisce la conoscenza, e questa darà al cliente fiducia e capacità di esecuzione. Ciò che determinerà il grado di successo sarà il livello di responsabilità che l’imprenditore si sta assumendo.

Guardati intorno con i tuoi occhi: le persone di successo sono quelle che si sono assunte la piena responsabilità su una determinata area della loro vita.

Diventa tu stesso un grande successo!

Cosimo Malagrinò

99 Mini-lezioni Email Marketing

Un commento

  1. sandra de stefani

    Condivido ampiamente questa conoscenza.

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